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PIZZETTI, I.: Concerto dell'estate / La festa delle Panatenee (Thessaloniki State Symphony, Michailidis)

Composer(s):Pizzetti, Ildebrando
Artist(s) Michailidis, Myron, Conductor • Thessaloniki State Symphony Orchestra
Period(s) 20th Century
Genre Classical Music
Category Orchestral
Catalogue 8.572013
Label Naxos
Quality   320kbps
Album Price
 
MP3
USD 6.99
 

 


This is the first recording in more than 40 years of Ildebrando Pizzetti’s masterpiece, Concerto dell’estate (Summer Concerto), described by the composer as a ‘pastoral symphony’. One of his most strikingly beautiful early works, the Tre Preludii Sinfonici per L’Edipo Re were written to accompany a production of Sophocles’ Oedipus Rex in Milan in 1904. Pizzetti’s passion for Greek music and drama can also be heard in his incidental music for La Festa delle Panatenee (The Feast of the Panathenaea). The Preludio to the opera Clitennestra, based on the ancient Greek myth of Clytemnestra, who murdered her husband, Agamemnon, is a darkly hued work, forewarning of the dire

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Review By François Laurent,Diapason,December 2009


8.572013_Diapason_122009_gr.pdf


Review By Robert R. Reilly,InsideCatholic.com,May 2009

It is a complete mystery to me how the new Naxos recording of Ildebrando Pizzetti’s Concerto dell’estate (1928) could be the first one in 40 years and the only one on CD. It is one of the most beautiful, evocative pieces of Italian orchestral music in the 20th century. It is right up there with Respighi and Malipiero. When you hear it, you will wonder, too, and be grateful for Naxos’s enterprise in getting the Thessaloniki State Symphony Orchestra, under Myron Michailidis, to record it, along with several other Pizzetti pieces, which are receiving their recording premieres. The translation of the concerto’s name is “summer music.” What could be more fitting for this pastoral symphony? It’s magic time on Naxos 8.572013.



Review By Andrea Bedetti,guide.supereva.it,May 2009

Contro la grossolanità musicale, contro il mito del melodramma, soprattutto quello in chiave verista. Questa fu la missione musicale di Ildebrando Pizzetti (nato a Parma nel 1880 e morto a Roma nel 1968), uno dei massimi compositori italiani dello scorso secolo. Insieme con altri colleghi e musicisti della sua generazione, da Gian Francesco Malipiero ad Alfredo Casella, fino a Ottorino Respighi, Pizzetti si fece promotore di una “rinascita” della musica colta del nostro Paese in netta antitesi alle prerogative artistiche ed estetiche del melodramma verista. Ma, a differenza degli altri rappresentanti della cosiddetta “generazione dell’Ottanta”, impegnati nell’esaltare soprattutto un costrutto squisitamente strumentale, il

Il suo amore per il teatro prima e l’incontro fondamentale con Gabriele D’Annunzio poi, risultarono determinanti per Ildebrando Pizzetti (che vediamo nella foto a fianco) per delineare la sua visione estetica nel rapporto tra parola e musica, intrisa di un’altissima potenza drammatica, senza la quale, sempre secondo il musicista emiliano, l’arte non ha ragione di esistere. Questa drammaticità, a suo dire, doveva essere ribadita anche nella pura musica strumentale, la quale per manifestarsi doveva «avere un contenuto nato nel conflitto per non essere mera manipolazione di suoni e rumori», come scrisse Pizzetti nel suo fondamentale articolo “Musica e dramma”, che risale all’ottobre del 1931. Tale drammaticità, tale “conflittualità” ben si evidenziano nel pregevole disco che l’etichetta Naxos ha voluto dedicare proprio ad alcune composizioni di Ildebrando Pizzetti, più precisamente quelle in cui l’autore manifestò la sua passione per la tragedia e il teatro greci.

A registrare questo compact disc ci ha pensato il direttore greco Myron Michailidis (nella foto a fianco), alla testa della “Thessaloniki State Symphony Orchestra”, che ha presentato quattro rare composizioni sinfoniche di Pizzetti, il “Concerto dell’estate” (1928), i “Tre Preludii Sinfonici per L’Edipo Re di Sofocle” (1904), “Clitennestra: Tragedia in un preludio e due atti” (1962–64) e “La Festa delle Panatenee: Tre pezzi per orchestra” (1936), queste ultime due in prima registrazione mondiale. Un cd ideale per comprendere al meglio quella “drammaticità” così invocata e auspicata dal compositore parmense, a cominciare dai “Tre Preludii Sinfonici per L’Edipo Re di Sofocle”, che evidenziano un carattere emotivo, mettendo in rilievo i punti di svolta salienti della celeberrima tragedia. Anche la “Clitennestra”, una delle ultime opere di Pizzetti, fa presagire, attraverso timbri cupi e desolanti, la dimensione annichilente del fato che sovrasta dei e uomini.

Ma la capacità orchestrale, la tavolozza dei mille colori e delle molteplici sfumature timbriche che Ildebrando Pizzetti era in grado di dispensare nelle sue partiture si evidenziano in quel magico brano che è il “Concerto dell’estate”, una vera e propria “sinfonia pastorale”, tributo al mondo della natura e soprattutto dei paesaggi della campagna. Questa composizione risente inevitabilmente dell’influenza di quel sinfonismo europeo del primo Novecento (soprattutto Ravel e Debussy), in cui spiccano anche elementi neoclassici, nel richiamo delle sonorità arcaiche della partitura. Myron Michailidis e la compagine orchestrale greca (nella foto di Matt Bromley si vede un momento della registrazione) riescono a fornire una prova adeguata, mettendo in rilievo quegli spunti, quei mutamenti dinamici così cari alla volontà espressiva di Pizzetti, ossia una visione musicale in grado di “svelare” più che di “raccontare”, di impregnare l’ascoltatore, più che di farlo compartecipe. Discreta anche la registrazione, con l’orchestra messa sufficientemente a fuoco dalla disposizione dei microfoni, anche se nei passaggi di maggiore congestione sonora si avvertono punti di saturazione timbrica. Buone le note di copertina (presenti anche in italiano).

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Review By David Denton, Naxos,March 2009

Apart from the colourful tone-poems of Respighi, we hear little today of the large quantity or symphonic music composed in Italy during the early 20th century. Even the masterpieces of Malipiero and Casella are seldom performed in international concert halls, while the output of Ildebrando Pizzetti has all but vanished. Born in 1880, it was in his lifeblood to compose opera, and from the outset Pizzetti became part of the Italian faction who decried the way that music was progressing, and lodged himself as a counter-reactionary. Well into his maturity, when the Concerto dell’estate (Summer Concerto) was composed in 1928, his style harks back to the end of the nineteenth century, full of lyric grace, and sheer beauty of sound. By then he had

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